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La mia proposta per una mobilità sostenibile
post pubblicato in diario, il 2 febbraio 2009
L’on. Costantino Boffa, componente della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, ha presentato una proposta di legge denominata "Misure di sostegno per lo sviluppo di sistemi di mobilità ad alta sostenibilità con impiego di idrogeno e carburanti ultrapuliti di nuova generazione di origine biologica".
La proposta di legge Boffa è finalizzata alla promozione di sistemi di mobilità ad alta sostenibilità, attraverso l’istituzione, presso il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di un Fondo a favore della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione, per sostenere lo studio, la sperimentazione, la prototipazione, la omologazione e la promozione di veicoli passeggeri e commerciali leggeri alimentati da idrogeno, prodotto con ausilio di fonti di energia rinnovabile, e da combustibili ultrapuliti di nuova generazione di origine biologica.

"Con l’istituzione del suddetto Fondo – ha illustrato l’on. Boffa nel corso della conferenza stampa – si intende promuovere interventi di filiera per lo studio e la realizzazione di sistemi per la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di idrogeno prodotto con ausilio di energia solare o altra fonte di energia rinnovabile; di sistemi per la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di combustibili ultrapuliti di nuova generazione di origine biologica; di prototipi di veicoli alimentati ad idrogeno o con combustibili ultrapuliti di nuova generazione di origine biologica; delle procedure di omologazione per i suddetti veicoli; di reti di monitoraggio intelligente finalizzate al controllo dell’efficienza e della sicurezza dei veicoli del tipo considerato e di posteggi esclusivi muniti di stazioni di controllo e di ricarica".
Destinatari del Fondo sono, nelle intenzioni del legislatore, le Regioni, le Province, i Comuni, le Università e gli Enti pubblici e privati di ricerca.

"Occorre affrontare con urgenza le sfide poste dai cambiamenti climatici dovuti alle emissioni antropiche di gas a effetto serra, derivanti principalmente dall'uso di combustibili di origine fossile – ha proseguito l’on. Boffa – attraverso una nuova, vasta ed ambiziosa politica energetica. In questo quadro, il settore della mobilità su gomma si contraddistingue per la sua potenziale capacità di ridurre le emissioni di gas a effetto serra e l'inquinamento, soprattutto nell’ambito delle aree urbane.
In questi ultimi trent’anni, infatti, la mobilità delle persone su autovettura privata è aumentata, nel nostro Paese, del 214%. Allo stato attuale il nostro Paese risulta essere quello, fra i 15 dell'Unione europea, in cui si "consuma” più mobilità di persone, con una media di oltre 16.200 km pro capite/anno di cui solamente il 3,5% ciclo pedonali. A fronte di tali dati si registra un forte incremento nell’uso dell’auto. E’ in un tale contesto che la presente proposta di legge intende fornire un contributo finalizzato a produrre un profondo cambiamento nel settore della mobilità su gomma, promuovendo una mobilità "pulita” e sostenibile, con impiego di idrogeno e combustibili gassosi di nuovissima generazione di origine biologica, a ridottissimo impatto ambientale, e, al contempo, creando condizioni favorevoli per lo sviluppo di veicoli e sistemi di mobilità sostenibile ad alto valore tecnologico. Questa proposta vuole altresì fornire una spinta positiva e forte, rivolta non solo ai grandi gruppi industriali, ma anche a quei sistemi locali, sia istituzionali che del mondo produttivo e della ricerca che hanno prodotto esempi innovativi e significativi nell’ambito della mobilità sostenibile, non solo in termini di prototipi, ma anche in termini di produzione de localizzata, quindi distribuita, di combustibili ultrapuliti prodotti con ausilio di energia derivante da fonti rinnovabili o con l’impiego di reflui e sostanze di origine biologica, così come definito da nuove tecnologie internazionali, come nel caso dei carburanti ultrapuliti (esempio "caso Magnegas”), di recente pubblicato da riviste specializzate del settore. La proposta nasce altresì sulla base delle esperienze compiute in questi anni dal sistema istituzionale locale che con la collaborazione della Provincia, dell’Università, di enti di ricerca e di aziende private, ha dato vita alla sperimentazione ed alla realizzazione di iniziative, progetti, prototipi di autoveicoli ad idrogeno con celle a combustibili ad emissioni zero di grande vitalità e interesse. Il tutto non ha trovato finora un quadro normativo di riferimento nazionale in grado di consentire lo sviluppo di queste esperienze. Con questa proposta di legge si vuole dunque superare questo problema e porre il tema al centro non solo di esperienze locali, ma anche di una nuova e diversa politica dei trasporti ispirata alla mobilità sostenibile".


Il testo completo della mia proposta di legge lo potete trovare a questo indirizzo: http://www.facebook.com/home.php?#/topic.php?uid=46593569249&topic=6559
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permalink | inviato da Costantino Boffa il 2/2/2009 alle 16:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Incontro con i vertici di Trenitalia
post pubblicato in diario, il 15 gennaio 2009
Nella mattinata di oggi, l’on. Costantino Boffa, componente della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, ha incontrato presso la sede centrale di Trenitalia a Roma, il responsabile dell’azienda per i rapporti istituzionali, dottor Alberto Scattone e la dottoressa Federica Follesa, Offer Planning Manager, per discutere della soppressione delle due fermate Eurostar che attualmente espletano il servizio viaggiatori sulla tratta Roma-Lecce presso la stazione ferroviaria di Benevento; tagli entrati in vigore con il nuovo orario invernale lo scorso 14 dicembre. Nel corso dell’incontro il deputato ha illustrato le ragioni che hanno indotto in questi mesi associazioni di pendolari, sindacati, partiti e le istituzioni cittadine ad esprimere la propria contrarietà al provvedimento con mobilitazioni ed una petizione popolare.

La questione era già stata affrontata a partire dallo scorso settembre con un’interrogazione parlamentare presentata dall’on. Boffa al Ministro delle Infrastrutture, in seguito alla quale si era giunti ad un primo parziale risultato, delle quattro fermate da sopprimere in un primo momento, ne erano state salvate due. In dicembre poi, lo stesso on. Boffa aveva scritto all’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti nel tentativo di scongiurare la cancellazione delle altre due fermate.

"Oltre ai disagi per viaggiatori e pendolari, i tagli operati da Trenitalia rischiano di depotenziare i progetti di sviluppo messi a punto per lo scalo ferroviario di Benevento – ha spiegato l’on. Boffa - Mi riferisco al progetto di riqualificazione della linea ad Alta capacità ferroviaria Napoli-Bari che troverà nella stazione di Benevento uno snodo centrale e di importanza strategica".

Nel corso dell’incontro i dirigenti di Trenitalia hanno illustrato la politica messa in campo dall’azienda, dettata da un lato dall’esigenza di far fronte alla continua riduzione di fondi da parte del Governo e dall’altra dalla necessità di competere in velocità con il trasporto aereo. Gli stessi dirigenti hanno anche spiegato che il nuovo orario, entrato in vigore in dicembre, è a carattere sperimentale e che il periodo di sperimentazione durerà da gennaio a giugno prossimo; nel corso di questi sei mesi si traccerà un primo bilancio dei risultati ottenuti.

"Nel corso dell’incontro – ha concluso l’on. Boffa - ho rappresentato a Trenitalia la necessità di considerare l’esigenza di assicurare la fermata di almeno uno degli Eurostar in orario mattutino o eventualmente di un treno intercity, per evitare che la città e la provincia vengano private per tutta la mattinata di un qualsiasi collegamento ferroviario con Roma. Tale soluzione va trovata in accordo con la Regione Campania. A tale scopo, è stato già fissato un apposito incontro con l’Assessorato regionale ai Trasporti per studiare la fattibilità di una iniziativa. Continuerò dunque a lavorare con caparbietà e determinazione, di concerto con il Governo, con Trenitalia e con la Regione, finché il problema non sarà risolto, nell’interesse dei viaggiatori di Benevento e del Sannio".

Alla fine dell’incontro l’azienda si è dichiarata disponibile ad approfondire le proposte presentate.



permalink | inviato da Costantino Boffa il 15/1/2009 alle 14:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Lettera a Mauro Moretti
post pubblicato in diario, il 16 dicembre 2008
Questo è il testo della lettera che ho inviato all'Ing. Moretti amministratore delegato di Ferrovie dello Stato.


Gent. mo Ing. Moretti, Le scrivo per chiedere un suo intervento urgente per scongiurare la soppressione di due degli otto Eurostar che attualmente espletano il servizio viaggiatori sulla tratta Roma-Lecce con fermata presso la stazione ferroviaria di Benevento; tagli che dovrebbero entrare in vigore con il nuovo orario invernale di Trenitalia a partire dal prossimo 14 dicembre. La questione è già stata affrontata nel recente passato, quando a seguito di un’interrogazione parlamentare a risposta in Commissione da me presentata lo scorso 23 settembre e rivolta al Ministro dei Trasporti, si è giunti ad un primo parziale risultato: delle quattro fermate da sopprimere in un primo momento, ne sono state salvate due. Allo stato dunque restano due le fermate a rischio soppressione: l’Eurostar Roma – Lecce 9357 che ferma attualmente a Benevento Centrale alle 20.01 e, in senso inverso, dell’Eurostar Lecce – Roma 9352 che passa da Benevento alle 9.55. A tal proposito, Le faccio presente che i due Eurostar sono tra quelli a più alto indice di utilizzo da parte dell’utenza e dunque la loro soppressione è ancor più grave e penalizzante per i pendolari. Tale ipotesi non comporterà soltanto evidenti e prevedibili disagi per viaggiatori e pendolari, ma un depotenziamento dei progetti di sviluppo che Governo e Regione Campania hanno messo a punto per lo scalo ferroviario di Benevento. Mi riferisco ovviamente al progetto di riqualificazione della linea ad Alta capacità ferroviaria Napoli-Bari che troverà nella stazione di Benevento uno snodo centrale e di importanza strategica. Di tutto questo abbiamo discusso in occasione della sua recente Audizione in Commissione Trasporti alla Camera, nel corso della quale Le ho ribadito quanto sopra e ho avuto modo di ascoltare la sua posizione sul problema. A tal proposito, Le ribadisco che è vero quanto da lei sostenuto e cioè che l’Azienda “Ferrovie dello Stato” si trova a fare i conti con continui tagli ai finanziamenti operati dal Governo ed è proprio per questo che la nostra iniziativa parlamentare è sempre stata rivolta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha la responsabilità di dettare le linee generali del settore e di garantire all’Azienda il sostegno finanziario necessario per assicurare i servizi di trasporto e di mobilità sull’intero territorio nazionale ed in particolare verso quello meridionale. Abbiamo sollecitato questo Governo e quello precedente, riuscendo nel passato, con l’esecutivo di centro sinistra, a scongiurare il taglio indiscriminato di risorse e quindi la riduzione di servizi nelle aree più deboli del Paese. Pensiamo dunque che anche l’attuale Governo debba fare di più per assicurare un servizio efficiente evitando di tagliare, come sta facendo, le risorse al Mezzogiorno, al trasporto ferroviario e a quello pubblico locale. Alla sua Azienda però chiedo di riconsiderare le scelte negative che si paventano poiché per alcune aree del Paese sarebbe un duro colpo a servizi essenziali e dunque ai livelli elementari di civiltà. Ciò considerato è doveroso aggiungere che l’ipotesi di soppressione delle fermate ha destato grande preoccupazione in città ed in provincia. Partiti politici, sindacati e associazioni di consumatori e pendolari si stanno muovendo da mesi con iniziative, raccolte di firme e petizioni popolari. Una di queste è stata consegnata, lo scorso 10 dicembre, al responsabile della sezione reclami di Trenitalia che per parte sua ha garantito l’esecuzione di una verifica tecnica delle proposte avanzate. Per tutte queste ragioni Le rivolgo un appello volto a riconsiderare le scelte dell’Azienda per dare una risposta positiva ad un territorio impegnato a costruire le sue prospettive di sviluppo facendo leva sulle risorse e sulle intelligenze di cui dispone, ma che ha bisogno di essere sostenuto in questo suo sforzo. A tal proposito Le chiedo altresì un incontro urgentissimo, nelle prossime ore, finalizzato a scongiurare le soppressioni suddette e a discutere di tutte le iniziative istituzionali e politiche utili a consolidare e sviluppare i servizi di trasporto e di mobilità nel Sannio e nell’intero Mezzogiorno. Mi affido alla Sua sensibilità e, in attesa di riscontro, Le porgo distinti saluti. On. Costantino Boffa



permalink | inviato da Costantino Boffa il 16/12/2008 alle 10:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Domani ad Airola per lo sciopero generale
post pubblicato in diario, il 11 dicembre 2008


Lo sciopero indetto dalla CGIL per il 12 dicembre è un momento di partecipazione democratica aperto a quanti non approvano le scelte operate dal Governo per fronteggiare l’attuale crisi economica e non riconoscono la capacità dell’esecutivo di elaborare un piano di rilancio all’altezza della gravità della situazione che il Paese sta vivendo. Il decreto anti-crisi adottato dall’esecutivo appare infatti assolutamente insufficiente ed inadeguato a dare risposte concrete alle attese ed alle aspettative delle fasce deboli e delle famiglie. Ci si limita all’introduzione di misure provvisorie e dalla limitata efficacia quando occorre mettere in campo iniziative durature, come le detrazioni fiscali, e riforme strutturali come quella del sistema degli ammortizzatori sociali. Non vi è poi traccia di un qualsiasi intervento atto a rilanciare la competitività del sistema Paese, come testimonia la scarsa attenzione mostrata dal Governo verso la questione energetica, settore nel quale, in tema di rilancio economico, molti paesi stanno concentrando importanti investimenti.

Nel complesso lascia perplessi l’atteggiamento del Governo che sta affrontando la peggiore crisi che il Paese ricordi negli ultimi decenni semplicemente limitandosi ad alchimie contabili per non alterare i conti di una manovra economica varata in estate in un contesto troppo diverso da quello attuale, quando si doveva ricorrere a risorse eccezionali. Ed invece, come già accaduto per il finanziamento del decreto ICI, si è scelto di sottrarre nuovamente risorse destinate alla crescita ed allo sviluppo del Mezzogiorno, considerato che parte del provvedimento è finanziato mediante il trasferimento di fondi FAS (Fondi per le Aree Sottoutilizzate). Fondi che al momento dell’insediamento del nuovo Governo ammontavano a 64 miliardi di euro e che in pochi mesi sono diminuiti di ben 16,648 miliardi di euro. Nello specifico il Ministero dell’Economia ha reso noto che 7,972 miliardi di euro del Fas sono andati a favore della manovra d’estate, un miliardo e mezzo di euro è servito per coprire l’operazione ICI, 934 milioni di euro sono andati al bonus energia, 450 milioni per l’emergenza rifiuti in Campania e 2,4 miliardi di euro sono andati a Rfi e Trenitalia.


Qui nel Sannio la scelta di dedicare la mobilitazione del 12 dicembre alla crisi del Contratto d’Area di Airola conferisce un significato ancora maggiore all’evento. Sarà infatti l’occasione per porre di nuovo al centro del dibattito politico la grave crisi che ha colpito uno dei maggiori polmoni produttivi della provincia. Un polo insediatosi nella cittadina sannita grazie ad un finanziamento pubblico di circa 180 milioni di euro, la cui crisi sta investendo in primo luogo la vita reale e le speranze di futuro delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende interessate. Una crisi che col passare del tempo ancora non trova soluzione anche perché la direzione, nonostante abbia beneficiato di ingenti risorse pubbliche, non sta rispettando le clausole ed i vincoli previsti dal contratto stipulato con lo Stato, né si cura di comunicare le proprie intenzioni rispetto ad una vicenda che col passare del tempo si fa sempre più incresciosa.

Una situazione quella di Airola che non rappresenta certo un caso isolato nella nostra provincia, dove sono circa una settantina le aziende che hanno annunciato la chiusura e la cassa integrazione mettendo a rischio circa 2400 lavoratori. A tal proposito ho già proposto più volte di costruire un Accordo di programma per il Sannio tra le istituzioni locali, la Regione e il Governo, per rilanciare lo sviluppo industriale e produttivo del nostro territorio puntando su settori innovativi e con una prospettiva di mercato e garantire così la salvaguardia dell’occupazione.

E’ opportuno, a mio avviso, che la Provincia di Benevento assuma rapidamente e senza ulteriori indugi un’iniziativa in tal senso chiedendo a Regione e Governo di avviare il percorso che ci condurrà alla definizione dell’Accordo di programma.

Come sta avvenendo nel campo delle infrastrutture anche nel settore delle politiche industriali bisogna impostare una strategia intelligente che dia risposte ai problemi di queste comunità.

Il significato della mobilitazione del 12 dicembre non si esaurirà dunque nella protesta verso i provvedimenti del Governo perché centrale nell’evento sarà la questione dello sviluppo e della crescita del nostro Sannio.






permalink | inviato da Costantino Boffa il 11/12/2008 alle 20:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sulla mobilitazione dei lavoratori del contratto d'Area di Airola
post pubblicato in diario, il 17 novembre 2008

La giornata di oggi è servita ad accendere i riflettori su un problema che nonostante i numerosi incontri fatti e le tante iniziative promosse non ha ancora trovato una soluzione
Finora si è riusciti soltanto ad assicurare i pur necessari ammortizzatori sociali ai lavoratori, ma si tratta di una mossa difensiva alla quale dovrà seguirne necessariamente una propositiva e positiva. Ho più volte chiesto in questi mesi, attraverso più di un’interrogazione parlamentare, la verifica del rispetto degli obblighi contrattuali da parte degli imprenditori, ma ho qualche dubbio che siano stati rispettati. La direzione aziendale ha beneficiato di ingenti risorse pubbliche ed ora non può tirarsi indietro scaricando gli effetti della crisi sui soli lavoratori. L’azienda ha il dovere di proporre una soluzione e di assicurare il proprio impegno per la salvaguardia del polo produttivo e dei livelli occupazionali. Suggerisco dunque che istituzioni, forze sociali e sindacali sollevino di nuovo e con forza il problema a livello regionale e nazionale, in sede di Ministero dello Sviluppo Economico, per spingere in direzione di un Accordo di programma per la reindustrializzazione dell’area




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La sanità, l'istruzione e il Sannio
post pubblicato in diario, il 11 novembre 2008

Centrale nel dibattito politico di quest’ultimo periodo nella nostra provincia è stato il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera campana presentato dall'Assessorato regionale competente. Piano che entro il 30 di novembre dovrebbe ricevere il via libero definitivo. E certo non sfugge a nessuno l'importanza della posta in palio: se non si ripiana il debito e si rientra dagli sforamenti prodotti negli ultimi anni il commissariamento della sanità campana sarà inevitabile ed appare superfluo sottolineare quanto questa nostra regione non senta il bisogno di una nuova gestione commissariale. Lontani dunque dal voler cavalcare a prescindere la tigre della protesta, come Partito Democratico ci siamo incontrati con l’assessore Montemarano per illustrare le nostre proposte in merito a quanto il “Piano di ristrutturazione e riqualificazione della rete ospedaliera” prevede per il nostro Sannio. Perché se è vero che una soggettività politica con responsabilità istituzionali non può limitarsi ai no è anche evidente che allo stesso tempo non può sottrarsi dal dovere di difendere gli interessi del territorio che è chiamato a rappresentare. Un territorio che in questo caso rischia di pagare caro errori commessi da altri e in altri luoghi ed in una democrazia attenta all’etica della responsabilità questo non lo si può accettare.  Abbiamo dunque chiesto il mantenimento dell’Ospedale di Cerreto Sannita con una distribuzione di funzioni coordinate a quelle dell’istituendo Ospedale di Sant’Agata de’Goti, l’incremento dei posti letto per il reparto di Neurochirurgia del “Rummo” di Benevento che rappresenta uno dei punti di eccellenza del presidio ed il potenziamento delle funzioni del presidio di San Bartolomeo che finalmente si avvia all’attivazione. Proposte che ora saranno esaminate attentamente dall’Assessorato. E certo la nostra mobilitazione non si deve e non si vuole ritenere conclusa. In gioco è infatti la vivibilità del nostro territorio. Perché ad oggi sono a rischio chiusura anche tante scuole dei nostri piccoli comuni ed istruzione e sanità rappresentano senza alcun dubbio proprio quei settori che sopra gli altri vanno salvaguardati e qualificati. E se molliamo su questo punto compromettiamo quel progetto di crescita e di sviluppo del Sannio al quale noi tutti vogliamo dare il nostro contributo.






permalink | inviato da Costantino Boffa il 11/11/2008 alle 16:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
YES, WE DID
post pubblicato in diario, il 5 novembre 2008






permalink | inviato da Costantino Boffa il 5/11/2008 alle 14:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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